scavi dell'antica piuro

Nel 1963, nell’area in cui vi trovate, sotto la direzione scientifica di Hugo Schneider, vicedirettore del Museo nazionale svizzero di Zurigo, si svolse una attività di scavo in un’area di oltre un chilometro quadrato che portò al rinvenimento di monete, spade, schioppi, stoviglie e vari oggetti in pietra ollàre. Fu riportato alla luce anche un tratto di strada, largo tre metri e mezzo, che scendeva verso il vecchio letto del fiume Mera; sull’acciottolato furono ritrovati quattro scheletri umani, uno dei quali è ricomposto nel Museo di Piuro a Sant’Abbondio nell’atteggiamento di proteggersi dalla frana.

Nell’estate del 1966 l’Associazione promosse una seconda campagna di scavi archeologici sotto la direzione di Kurt Zaugg. Vi lavorarono a squadre una trentina di giovani della Federazione operai metallurgici e orologiai, organizzazione sindacale svizzera. Sulla strada scoperta nel 1963 si rinvenne un altro scheletro umano. Vennero anche alla luce un’officina di tornitura, cucchiai di rame, uno spillone e un anello di osso.

La zona degli scavi, acquistata dall’Associazione con fondi italiani, fu ceduta nel 1970 al comune di Piuro con il vincolo di perpetua destinazione a scopo archeologico.

Nella primavera del 1988, durante lavori di arginatura sul fiume Mera, all’altezza della località San Michele, vennero alla luce, fra alcune travi lignee, 131 monete, insieme furono trovati altri oggetti in oro, in argento, in peltro, in rame, in ferro, in legno, oltre a vari cocci di terracotta e di pietra ollàre. L’area di scavo era di circa 20 metri di lunghezza per 2 e mezzo di larghezza a una profondità di circa tre metri rispetto al livello dell’alveo e di cinque rispetto al livello del terreno. Questi ultimi scavi, chiusi a metà aprile 1988, furono eseguiti da una trentina di persone tra volontari e dipendenti comunali, diretti dall’allora sindaco Gianni Lisignoli, sotto la sorveglianza della Soprintendenza archeologica di Milano.

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