tradizioni e artigianato

Tra le antiche attività tradizionali della bassa Bregaglia, un posto di rilievo è occupato dall’escavazione e dalla lavorazione della pietra ollàre. La pietra ollàre è una particolare tipologia di Pietra Verde di Chiavenna, più tenera, refrattaria e adatta alla lavorazione al tornio: così chiamata perché era principalmente utilizzata nella produzione delle olle o laveggi, pentole da cucina, e dei furàgn, recipienti muniti di coperchio adatti alla conservazione dei cibi; questi recipienti di pietra ollàre costituiscono un elemento autonomo di forte continuità a partire dalla tarda età del Ferro.

Il risultato della lavorazione della pietra ollàre sono splendidi manufatti come stufe, piastre e pentole che garantiscono una temperatura costante e una cottura uniforme dei cibi. Un tempo si credeva che queste pentole avessero la proprietà di neutralizzare eventuali veleni durante la bollitura delle vivande.

Nel 1703 Scheuchzer scriveva “in queste pentole di pietra i cibi cuociono più in fretta e meglio che in altre fatte in ottone, rame o altro metallo; inoltre i cibi mantengono la loro naturale fragranza e non vengono inquinati da sapori estranei”.

I piuraschi erano famosi in tutto il mondo per l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione dei manufatti in pietra ollàre. L’attività estrattiva di questa pietra è stata poi fondamentale per produrre gli elementi architettonici che caratterizzano e ornano gli edifici storici di Chiavenna: il fonte battesimale della collegiata di San Lorenzo è un monolite di pietra ollàre, sul quale è incisa la data 1156, e il nome del probabile lapicida, un certo “Guidon de Pluri”.

Sottosezioni e audioguide

Galleria